Rainbow MagicLand Arrivato il momento della svolta?

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Rainbow MagicLand Arrivato il momento della svolta?

La stagione 2018 si è ormai avviata da qualche settimana e, nel quasi totale silenzio, anche Rainbow MagicLand ha iniziato la sua ottava stagione. Abbiamo visitato il più grande parco divertimenti di Roma due volte nel mese di aprile (2 e 30 aprile), facendo volontariamente trascorrere un po’ di tempo per avere un quadro chiaro della situazione di Rainbow MagicLand.

MA CHE SUCCEDE A RAINBOW MAGICLAND?

La prima impressione che dà Rainbow MagicLand, a chi conosce ottimamente il parco e la sua storia in tutte le sue declinazioni, è che ci si trovi in un momento di completo limbo. Le attrazioni, le scenografie, i negozi, la ristorazione e gli spettacoli riflettono tutti una situazione di totale immobilismo. O almeno così potrebbe sembrare…

Proprio per questo motivo, prima di raccontare la stagione 2018 (e vale la pena arrivare fino in fondo all'articolo), parleremo di quello che sta avvenendo dietro le quinte di Rainbow MagicLand, ovvero tutto ciò che molto probabilmente sta causando questo momento di apparente immobilismo.



Le particolari difficoltà economiche che Rainbow MagicLand ha affrontato nel corso degli anni hanno causato l’accumulo di un debito insostenibile che ha portato probabilmente gli investitori ad una perdita di fiducia in questo grande investimento dalle gigantesche potenzialità. La situazione di stallo si trascina ormai da anni ma in particolare si è iniziato a notare un blocco in ogni tentativo di crescita a partire dal 2016 (molto probabilmente per uno stop nell’erogazione di fondi). Dopo il 2014 (l’unica vera stagione in cui Rainbow MagicLand è stato gestito come un parco a tema e non come er luna park de Roccacannuccia), nel 2015 si è avuto un rinnovamento profondo degli uffici che avrebbe dovuto segnare un punto di svolta per il rilancio di Rainbow MagicLand (ricordate l’annuncio della nuova area acquatica?). Tutto è iniziato in quella stagione.



Dopo 3 anni sembra ormai esser finito un silenzioso lavorio proprio su quel debito che Rainbow MagicLand ha accumulato.

Il 31 luglio 2015, nel nostro articolo “Gli USA sorridono al Parco divertimenti di Roma?”, vi abbiamo parlato di un iniziale interessamento di KKR per il debito di Rainbow MagicLand. Quell’interessamento si è tramutato in un acquisto effettivo (da Pillarstone Italy SPV S.r.l. per KKR) di tutti i crediti nei confronti della società Rainbow MagicLand S.p.A. da parte di numerose realtà bancarie che hanno deciso di vendere la loro esposizione su investimenti non più ritenuti remunerativi.

Tutte queste operazioni dovrebbero essere state portate a termine il 9 aprile 2018.

È questa una data fondamentale in cui le operazioni di cui sopra hanno cominciato ad avere effetto giuridico oltre che economico. Ciò di cui parliamo è stato pubblicato il 14 aprile 2018 sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana a firma di Trivi Daniele Carlo, Amministratore Unico di Pillarstone Italy SPV S.r.l.
Citando dalla Gazzetta Ufficiale:

“La societa' Pillarstone Italy SPV S.r.l., con sede legale in Piazza Affari 2, 20123 Milano, comunica che nell'ambito di un'operazione di cartolarizzazione in corso di realizzazione ai sensi della Legge 130 e relativa inizialmente ad un portafoglio di crediti originati da Unicredit S.p.A. nei confronti della Società Rainbow Magicland S.p.A. ceduti alla Società con contratto di cessione del 20 novembre 2015 […], ha acquistato pro soluto da Unicredit S.p.A., Banca Popolare di Vicenza S.p.A. in Liquidazione Coatta Amministrativa, Cassa di Risparmio di Bolzano S.p.A. e Credito Valtellinese S.p.A. (collettivamente, i "Cedenti"), la titolarità giuridica di tutti i crediti (per capitale, interessi, anche di mora, maturati e maturandi fino alla relativa Cut-off Date, e relativi accessori, spese, penali, danni anche ulteriori, indennizzi, diritti derivanti da polizze assicurative a copertura degli stessi e quant'altro vantati dai Cedenti nei confronti della Società, con effetti giuridici dal 9 aprile 2018 ed effetti economici dal 31 agosto 2016 ad eccezione (i) di tutti i crediti acquistati da Unicredit S.p.A., la cui efficacia economica decorre dal 15 dicembre 2017; e (ii) i crediti acquisitati da Banca Popolare di Vicenza in Liquidazione Coatta Amministrativa e derivanti da contratti derivati OTC sui tassi risolti in data 25 gennaio 2018, la cui efficacia economica decorre dal 25 gennaio 2018 (ciascuna di tali date da cui decorrono gli effetti economici della cessione, una "Cut-off Date").”

Come si può leggere nella pubblicazione, il recupero crediti è stato affidato a Securitisation Services S.p.A.. L’acquirente del credito/debito ovviamente non potrà pretendere la restituzione di una cifra colossale da parte di un parco le cui performance sono alquanto deludenti. Dopo anni di immobilismo e gestione molto altalenante e non sempre efficace, servirà un pesante intervento in termini economici per poter investire su Rainbow MagicLand, risistemarlo (e ne ha bisogno, ne parleremo tra poco) e farlo ripartire per poi cominciare gradualmente a rientrare di questo gigantesco investimento. Questo traspare anche dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale:

“I Crediti presentano la caratteristica comune (anche ad altri crediti ceduti o che verranno ceduti in futuro all'Acquirente nell'ambito delle cartolarizzazioni interessate) di derivare da contratti di finanziamento o altri contratti di credito o contratti e rapporti di altra natura (ivi inclusi contratti derivati) stipulati o intrattenuti con la societa' Rainbow Magicland S.p.A. (il "Debitore") nei cui confronti i cedenti vantano un'esposizione creditizia il cui rientro viene perseguito attraverso un'operazione di cartolarizzazione posta in essere dall'Acquirente anche nell'ottica di consentire a quest'ultima una gestione dei Crediti, per il tramite, inter alia, di Pillarstone Italy S.p.A. (in qualita' di asset manager), volta a ottimizzarne il recupero mediante la negoziazione e stipulazione di accordi di ristrutturazione finanziaria e industriale con i relativi debitori, eventualmente accompagnata dall'erogazione di nuova finanza agli stessi, al fine a consentire il recupero e la valorizzazione industriale e commerciale delle aziende e imprese dagli stessi gestite.”

Potremmo essere giunti ad un momento di svolta per il più importante parco divertimenti di Roma. Noi, da clienti e sostenitori di tutti i parchi, ci auguriamo che Rainbow MagicLand possa un passo alla volta riprendersi e crescere.

Ma nel frattempo, come nostro dovere nei confronti di tutti gli appassionati del settore, racconteremo la situazione del parco nella stagione 2018. Le foto che avete visto fino a questo momento sono state tutte scattate da noi durante la stagione 2016, a testimonianza della bellezza e delle gigantesche potenzialità di Rainbow MagicLand. Le prossime foto, invece, sono tutte state scattate nella stagione 2018 a testimonianza di una situazione certamente frutto di questo particolare momento dell’azienda che, però, ai clienti paganti (come anche noi tra l’altro) non deve interessare.

LE ATTRAZIONI

Come è evidente, Rainbow MagicLand per il 2018 non ha presentato alcuna novità meccanica. Questo comincia ad essere estremamente pesante per un parco che non presenta nuove attrazioni da ottobre 2013 (Demonia), specialmente se quelle che ha non sono al massimo delle loro performance.

Alcune in particolare presentano importanti e gravi problemi che andrebbero al più presto risolti.

Il Planetario 4D ha uno scandaloso problema di sincronizzazione tra immagini e audio del filmato. L’audio è in ritardo di circa 10 secondi rispetto alle immagini proiettate, il che rende l’esperienza estremamente fastidiosa. Il filmato è sempre il solito “Le avventure di Sammy” che vagamente ha un qualcosa che ricorda il 26 maggio 2011, 7 anni fa e non solo… C’è da dire che anche gli effetti in sala lasciano un po’ a desiderare, con l’acqua che a volte esce e a volte sciopera.

Pianeta Winx si è presentata come al solito nella nostra visita del 2 aprile. Il 30 aprile invece ha mostrato gravissimi problemi, con metà dell’attrazione completamente al buio. Immediatamente dopo la stanza marina, si entra in un’oscurità completa fino all’ultima stanza. Non si vede nulla.
Grazie agli ultimi spiragli di luce dalla stanza precedente alle tenebre, abbiamo notato pezzi di scenografie mancanti prima di entrare nell’oscurità.

Demonia è drasticamente peggiorata a causa di una eccessiva illuminazione che vanifica l’effetto sorpresa. Questo taglia il tempo dell’esperienza di circa 2 minuti, portandola a 6 min dagli 8 iniziali. Si fece un ottimo lavoro con l’illuminazione nel 2014 con la strisciata di sangue per terra a guidare gli ospiti nel buio, evidentemente era una scelta troppo adeguata per essere lasciata nell'attrazione.

Ci auguriamo che sparisca al più presto il Virtual Coaster dall’Olandese Volante. Dobbiamo dire che già dal 2017 è migliorato rispetto alla nostra prima prova del 2016, ora almeno durante le salite è sincronizzato… Però poi è tutto in mano alla dea bendata. Potrebbe addirittura capitare la scritta “Wi-Fi disconnesso” durante questa straordinaria esperienza.

Visti i problemi che dà e il calo della portata oraria che causa si spera che questo esperimento tecnologico completamente fallito venga presto fatto fuori, cosa che doveva accadere già parecchio tempo fa. Nel frattempo si potrebbe pensare alla rivoluzionaria idea di rimettere al lavoro il secondo treno, ormai in disuso da anni.

Huntik 5D si trova invece in perfetta forma. Tutti i proiettori sono stati sistemati (le immagini sono molto luminose e definite) e gli animatronics funzionano abbastanza bene (tranne qualche eccezione). Uno dei prossimi interventi a costo 0 potrebbe essere quello di eliminare il “5D” dal nome dell’attrazione. Nel disastro del cambio nomi attuato da Cigarini nel 2012, probabilmente il “5D” è stato uno dei più devastanti. Moltissime persone snobbano questa attrazione perché pensano che sia un cinema. Siccome a molti ospiti il cinema può sembrare una enorme perdita di tempo (tempo sottratto alle “attrazioni vere”) una buona parte dei visitatori salta la visita ad Huntik, un’esperienza che rappresenta la punta di diamante di Rainbow MagicLand.

LE SCENOGRAFIE

Stendiamo un velo pietoso sulla situazione delle scenografie delle diverse attrazioni e aree del parco. La neve di questo inverno non è che abbia aiutato particolarmente (avendo intaccato gravemente anche la vegetazione) ma probabilmente non è stato fatto nulla per risolvere i problemi creati.

Yucatan, l’attrazione più imponente di Rainbow MagicLand, è pesantemente scolorita. Un enorme tempio sbiadito

Cagliostro dal giallo iniziale comincia a presentare i segni del tempo, qualcosa che va anche oltre l’effetto “vissuto” che in questo tipo di attrazione è apprezzabile. È verde, nero e un po’ giallo e ci sono alcuni pezzi di scenografia mancanti, soprattutto nelle parti superiori.

In Pianeta Winx la scenografia esterna, rappresentata da cancellate e statue delle Winx, appare compromessa. Le Winx sono sbiadite e ammuffite, di certo non un bene nel parco che rappresenta la loro "casa"…

Il Castello di Alfea… Il simbolo del parco. Scrostato, ammuffito, scolorito e nella parte superiore (dove poggia la cupola) pieno di erbacce. Questa struttura è molto imponente e mantenerla in perfette condizioni ha sicuramente un costo molto elevato. Ma per l’ospite il Parco deve essere in perfette condizioni, specialmente quando si parla di una struttura così importante.

Er nero sfina ma forse con il Magic Station Bar si comincia ad esagerare… Questo punto ristoro è il primo ad essere stato terminato, molti mesi prima dell’inaugurazione di Rainbow MagicLand. È quindi la prima struttura completa ad essere stata esposta alle intemperie e diciamo che ormai la situazione non è più accettabile.

La parte posteriore del bar (in un'area chiusa con delle transenne e non accessibile al pubblico ma comunque visibile) sta letteralmente cadendo a pezzi.

Purtroppo l’intera area dei bambini è integralmente lasciata a se stessa. Le attrazioni sembrano vecchie di decenni, sono sbiadite e sporche, alcune sembrano non farcela meccanicamente a funzionare (le Macchine Volanti devono avere 2 macchinine vuote o l’attrazione non parte, Su e giù ha alcune “gondole” che non riescono a tirare su le persone e quindi restano in basso), le basi in cemento sono completamente scolorite facendo fuoriuscire il grigio.

Il resto del parco (con eccezione per alcuni rovi di Mystika e per il ristorante Il Castello) si trova in condizioni decisamente accettabili.

GLI SPETTACOLI

Rainbow MagicLand soffre gravemente della mancanza di un direttore artistico (dopo la dipartita di Paolo Lanfredini a fine 2016) e, ovviamente, della evidente mancanza di fondi. Il palinsesto spettacoli non è mai stato così povero come quest’anno.

Cominciando con lo spettacolo di “Welcome in MagicLand”, che andrebbe bocciato già solo per il nome (il parco si chiama Rainbow MagicLand, non MagicLand!!!!!!!), si capisce il livello raggiunto dal settore artistico nel 2018. Sulle note di “Juliana”, cinque artisti di “CirCuba” ballano incomprensibilmente nella piazza centrale del parco. Un parco che è il più grande parco divertimenti di Roma, un parco che è il primo e più importante parco a tema della Capitale, un parco che è il terzo parco divertimenti più importante della Nazione si presenta con un qualcosa che ci si aspetterebbe di trovare in un villaggio turistico. La musica in filodiffusione a Rainbow MagicLand da sola sarebbe stata meglio di quella roba.

Nota positiva invece per il nuovo stunt show: Extreme Stunt Live Show. Quest’anno, per la prima volta a Rainbow MagicLand, è il Folco Team a mettere in scena lo spettacolo. Show decisamente più elegante di quello degli anni passati, presentatore assolutamente apprezzabile e adatto ad uno spettacolo in un parco a tema. Speriamo in ogni caso che l’Arena Stunt possa presto lasciare spazio ad una nuova attrazione, come ogni anno ci auguriamo da quando è stata costruita (2012).

Al Piccolo Teatro va in scena Magic Show, spettacolo con le bolle di sapone. Davvero molto bello (anche se già visto a Rainbow MagicLand) e apprezzato.

Al Gran Teatro viene proposto un adattamento dei numeri del circo cubano "CirCuba". Questo spettacolo ha una durata di 31 interminabili minuti. Nessun dubbio sulla bravura degli artisti... il problema è che il Gran Teatro non è un circo, non ha l'atmosfera di un circo, non può coinvolgere le persone con questi numeri come in un circo. Lo spettacolo è di una noia mortale ed è senza ombra di dubbio lo show peggiore mai presentato nel Gran Teatro dall'inaugurazione di Rainbow MagicLand.

I NEGOZI

Escludendo la stagione 2011 e la stagione 2014, i negozi di Rainbow MagicLand sono sempre stati gestiti in maniera non propriamente condivisibile. Nel 2012/2013 con la gestione Cigarini si sono trasformati in uno scandaloso mercato in cui si vendeva di tutto. Nel 2015 sono andati avanti per inerzia grazie all’oculata gestione del 2014 per poi ricominciare a subire una gestione discutibile a partire dal 2016, con una geniale serpentina insensata nel negozio della Magic Street (un percorso obbligato che non portava da nessuna parte, con ingresso e uscita dallo stesso punto e che quindi nessuno percorreva fino in fondo causando presumibilmente un calo degli incassi) e l’inserimento di prodotti di marchi famosi che non c’entrano assolutamente con Rainbow MagicLand né con i prodotti Rainbow. Marvel e Disney non c’entrano nulla con Rainbow e Rainbow MagicLand. Un parco a tema deve avere i propri (o anche non propri) prodotti a tema da mettere in vendita, altrimenti diventa il luna park di Roccacannuccia.

Fatta questa doverosa premessa, i negozi del parco nel 2018 sono quasi completamente vuoti (non ci sono più neanche i peluche di Gattobaleno, solo versione gigante) e sporchi. Crediamo che questo sia uno degli effetti diretti della situazione di stand-by in cui si trova Rainbow MagicLand. Anche in questo caso speriamo che si risolva tutto al più presto e che i negozi tornino a ripopolarsi con prodotti in tema con il posto in cui ci si trova.

Rainbow MagicLand riesce in ogni caso ad offrire ai suoi ospiti la possibilità di passare una giornata piacevole, grazie alla sua offerta che è la più completa nel panorama dei parchi di divertimento del Centro e Sud d'Italia. Ci auguriamo che le storture che abbiamo evidenziato possano essere al più presto corrette.

In conclusione, il 2018 rappresenta una stagione di passaggio tra la fase di avvio del parco e quello che sarà il suo futuro. Visto l'immobilismo e le strane anomalie (considerando anche la chiusura di Rainbow MagicLand per la stagione invernale 2017) speriamo realmente che la situazione si sblocchi celermente e che la fenice possa rinascere dalle sue ceneri.

Articolo redatto da Emanuele Di Bisceglie (dibilele)

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