The imagineering story Sognando Disneyland da casa

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 The imagineering story - Sognando Disneyland da casa

Come tutti sappiamo l’emergenza Coronavirus ha costretto gran parte dei parchi del mondo a posticipare la propria apertura di stagione. La magia dei parchi a tema, però, non si ferma e arriva direttamente a casa. Quale miglior modo di trascorrere la quarantena se non quello di colmarla di magia?

Una docu-serie perfetta

Dal 24 marzo è disponibile anche in Italia, il nuovo servizio streaming targato Disney. Disney+, al costo di 6,99 euro al mese o 69,99 all'anno, mette a disposizione un catalogo ricco di prodotti Disney, Marvel, National Geographic, Pixar e Star Wars e Fox.
Tra le tantissime proposte d’intrattenimento sono reperibili anche una serie di documentari e docu-serie riguardanti proprio i parchi a tema Disney. "The imagineering story" è un documentario in sei puntate diretto dalla regista Leslie Iwerks e narrata nella versione originale da Angela Bassett. L’uscita degli episodi avviene a cadenza settimanale ogni venerdì.
"The imagineering story permette una visione dettagliata e approfondita di come si è e si sta realizzando l'ambizioso sogno di Walt Disney, ovvero la costruzione, l'aggiornamento e la manutenzione di parchi a tema che possano far tornare bambini anche gli adulti. Ogni episodio è auto-conclusivo e analizza una specifica tematica.

Il posto più felice della terra

Il primo episodio è incentrato sulla nascita del primo parco Disneyland in California e sul suo sviluppo fino alla morte di Walt Disney. Walt Disney fu il creatore nel 1928 dell’azienda di intrattenimento che porta il suo stesso cognome. Dopo aver rivoluzionato il mondo dell’animazione con la creazione di Topolino e i suoi amici, la Disney iniziò a produrre live action e documentari, fino ad arrivare a esplorale il mondo dell’amusement. L’idea venne concepita dallo stesso Walt, ispirato sia dalla ferrovia giocattolo che aveva in casa, sia dai pomeriggi che passava con le due figlie in un piccolo luna-park nelle vicinanze della sua abitazione. La realizzazione effettiva del primo Disneyland non fu molto semplice: la prima bozza del parco venne rifiutata a causa della cattiva reputazione che si trascinavano dietro i lunpark. Attorno agli anni 50, infatti, non esistevano grandi parchi a tema, bensì piccoli luna-park conosciuti per gli scarsi standard igienici e per la scortesia dei dipendenti. Nel 1952, con la creazione dell'azienda associata Disney "WED Enterprises" nacquero quelli che oggi conosciamo come Imagineers.
Il termine deriva dall'unione delle parole inglesi imagination e engineers tradotto letteralmente come “ingegneri dell’immaginazione”. Gli Imagineers sono dunque architetti e direttori artistici che progettano l’esperienza all'interno dei parchi Disney. I lavori per la costruzione del parco californiano Disneyland vennero portati a termine il 17 luglio 1975 e la giornata d'inaugurazione fu un vero e proprio evento per gli Stati Uniti, tanto che l’apertura venne trasmessa in diretta e, anticipata da una serie tv dedicata. Il parco era ed è ancora composto da quattro aree tematiche che riflettono gli interessi di Walt: Tomorrowland -l’area del futuro, Adventureland - l’area della natura, Frontierland - l’area dell’avventura e Fantasyland - l’area che accoglieva i protagonisti dei classici Disney. E' inoltre presente una main street ispirata a Marceline, città natale di Walt Disney.
Nonostante le grandiose promesse, l’apertura fu un disastro e passò alla storia come “Domenica nera”. Il grande malcontento da parte del pubblico derivò dalla chiusura di molte attrazioni e dal malfunzionamento delle stesse. In aggiunta, si registrarono un numero troppo consistente di ingressi a causa di alcuni falsi biglietti, il parco poi non era ancora del tutto ultimato.
Nei successivi anni gli imagineers e lo stesso Walt continuarono a perfezionare la loro creazione, fino a raggiungere standard alti e rivoluzionari. L'esposizione universale di New York servì al parco per farsi pubblicità: Disneyland costruì l'iconica “It’s a small world” successivamente ricollocata nel parco e iniziò a progettare audio-animatronics. Questi ultimi vennero utilizzati nell'altrettanto iconica ride “Pirati dei Caraibi” narrata da Xavier Atencio.
Di lì in poi la strada per il successo era spianata e l'idea di aprire un parco anche in un'altra zona degli USA si compì. Walt Disney, però, morì il 13 dicembre 1966, prima che il progetto fosse concluso.

Cosa farebbe Walt?

Dopo la morte di Walt Disney l’azienda attraversà un periodo di insicurezza, tutto passa nelle mani del fratello di Walt, Roy Disney. Alcuni progetti vennero definitivamente accantonati, mentre altri vennero realizzati, come la famosa “Haunted Mansion”. In questo secondo episodio vengono spiegati alcuni trucchi dell’attrazione, la stretching room e l’incantevole scena di ballo dei fantasmi. L’attrazione è arricchita da numerose proiezioni, animatronics ed effetti che utilizzano il fumo e le luci per creare situazioni sovrannaturali. Viene inoltre mostrata anche la città sotterranea fatta di tunnel, utilizzata esclusivamente dai dipendenti del parco. La narrazione prosegue poi con fatti riguardanti l'inizio dell'espansione Disney in Florida.
Il primo ottobre 1971 apre un secondo Magic Kingdom ad Orlando. Il parco seppur completamente identico sul piano dell’offerta attrattiva, era più grande e aveva un’area esclusiva chiamata “Liberty Square” all'interno della quale erano presenti i busti di 36 presidenti americani. L’inaugurazione fu problematica: delle cinquecentomila persone previste, se ne presentarono solamente diecimila. Divenne evidente che la mancanza di attrazioni thrill rendesse il parco poco appetibile. Per ovviare al problema gli imagineers progettarono e costruirono Space Mountain, un coaster che catapultava i più coraggiosi nelle profondità dello spazio. A qualche mese di distanza non solo aprì Epcot - l’espansione di Magic Kingdom - ma anche il primo parco Disney al di fuori degli USA: Tokyo Disneyland. Dopo la morte del fratello di Walt, inoltre, l’azienda spostò l'attenzione verso gli studios cinematografici. Questo procurò un arresto delle innovazioni nel settore dei parchi a tema e numerosi tagli effettuati al personale della WED enterprises.

Il tocco di Re Mida

Il terzo episodio è, probabilmente, il migliore tra i primi: viene abbandonata quella vena malinconica legata alla morte di Walt e del fratello Roy, e vengono mostrate le attrazioni più famose e apprezzate dei parchi Disney. Nel 1984 la compagnia passa sotto la dirigenza di Michael Eisner e Frank Wells che mettono subito mano al settore dei parchi, ormai immobile da anni. La WED enterprises diventa Walt Disney imagineering e in Florida apre Star Tours. Questa attrazione rappresenta la prima collaborazione della Disney con un’azienda esterna, ovvero la Lucasarts di George Lucas. In quegli anni si inaugura la rivoluzionaria Splash Mountain. E' la volta, poi, dell'inaugurazione degli studios cinematografici Disney realizzati insieme alla MGM. In Europa prende vita il progetto Euro Disneyland realizzato in Francia e successivamente rinominato Disneyland Paris. Questo parco doveva rappresentare al meglio il cambiamento apportato dalla nuova dirigenza. Vennero impiegati talmente tanti soldi nella realizzazione dei dettagli del Magic Kingdom parigino, che il parco si avvicinò al fallimento.
Nel frattempo in Florida vengono realizzate due attrazioni capostipite dei parchi Disney: negli studios apre le sue porte la tenebrosa Tower of Terror, mentre in Adventureland si installa Indiana Jones Adventure.

Considerazioni

I primi tre episodi di questa docu-serie soddisfano al massimo le aspettative del pubblico. La narrazione è impostata in maniera molto semplice e intuibile da tutti e anche il ritmo è ben calibrato. Dal punto di vista tecnico la serie risulta molto ben curata. Notevoli le numerosissime riprese aeree del parco o quelle che mostrano i dettagli, da rilevare anche la sigla e l’apparato grafico.
The imagineering story è arricchita da bellissime foto, interviste e video di repertorio originali. Unico grosso neo è riscontrabile nella traduzione italiana della parola giostra invece che attrazione. Il quarto episodio è in arrivo.

Altri contenuti interessanti

La magia non finisce qui: per uno sguardo a 360 gradi delle varie aziende possedute dalla Disney si consiglia “Un giorno in Disney”, documentario dalla durata di circa un’ora dove vengono interamente esplorate le aziende e le varie forme d’intrattenimento del colosso. Dai classici cartoni animati ai parchi, dall’animazione pixar agli spettacoli teatrali. Per i più romantici c'è inoltre “Disney’s matrimoni da favola” una serie di 6 episodi che fornisce una visione dietro le quinte dei più spettacolari matrimoni organizzati nei parchi Disney.

Articolo redatto da: Matteo Volpes, supervisione Deborah Begali

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