Scheda di Parque Warner Madrid

Focus


Parque Warner Madrid
Attrazioni

MARVIN EL MARCIANO EN 3D
Finalmente un film in tre dimensioni diverso dal solito “Pirates”! Si tratta di un cartone animato, ovviamente in spagnolo, con protagonista Marvin il Marziano (“Marvin el Marciano”) e Daffy Duck (“El Pato Lucas”) in versione “Super Daffy”. L’ingresso si trova nell’area Hollywood Boulevard ed è degno di un vero VIP. L’atrio è gigantesco e suggestivo, con tappezzeria nelle pareti di una grande stanza vuota a cui si accede alla sala del pre-show. Qui gli ospiti sono fatti mettere a sedere per terra in un tappeto decorato finemente e assistono alla proiezione di un filmato misto tra immagini vere e cartoni animati: è un telegiornale che annuncia che strani oggetti volanti non identificati sono stati avvistati. Seguono delle interviste. Terminato il preshow si accede alla sala vera e propria, poco inclinata, ma veramente molto grande e capiente. Il cartone animato proiettato è la storia del piccolo alieno Marvin, che ha come perenne obiettivo la distruzione della Terra. Contemporaneamente, Daffy è agli studi Warner Bros criticando le capacità recitative del suo collega Bugs Bunny. Il fedele compagno di Mavin viene spedito sulla Terra a rapire un abitante e, guarda caso, è proprio Daffy, che crede di essere ingaggiato, finalmente, per un nuovo kolossal Warner. Solo più tardi si accorgerà che la realtà è ben diversa e alla fine, dopo divertenti gags, riuscirà addirittura a sottomettere Marvin. Divertentissimo, peccato che i cartoni animati non sempre si apprestano al 3D e alcuni effetti sono scarsi. Ma se ci si vuole fare due risate, questa attrazione è l’ideale!

STUNT FALL
Spettacolare rollercoaster di categoria Giant Inverted Boomerang della Vekoma. Da segnalare che, purtroppo, in alcune giornate l’attrazione rimane chiusa anche per tutta la giornata perché non è in grado di funzionare in caso di forte vento. L’impatto visivo è imponente. I sedili, disposti in coppie alternatamene vicine e distanti, sono grandi e anche le persone alte ci possono accomodare bene. Prima di chiudere il manigliore, bisogna allacciarsi una cintura simile a quelle degli aerei. Poi il maniglione va fissato con una cintura (che ricorda quella delle auto), come su Katun. Il treno dalla, stazione, viene trainato indietro su una prima torre - alta quasi 60 metri - da una corda che gira su una grande carrucola posta in cima alla torre stessa, per tornare a terra verso il motore che la muove. Arrivato in cima, il treno viene sganciato e il treno cade verticalmente verso il basso, acquistando una incredibile velocità: attraversa la stazione e affronta il Cobra Roll (meglio chiamarlo Boomerang). Dopo di questo viene subito il loop, che sovrasta la stazione. Poi il treno si aggancia ad un secondo cavo che lo trascina in cima ad una seconda torre, da cui ricade per effettuare il percorso all’indietro. Una volta giunto in stazione, il primo cavo riaggancia il treno e lo ri-trascina in cima alla prima torre, per poi riaccompagnarlo dolcemente alla stazione stessa. E’ un rollercoaster veramente spettacolare, consigliabile nel sedile esterno dell’ultima fila. Le discese dalle torri sono stupende, sembrano non finire mai e si acquista una incredibile velocità. Purtroppo alcune decine di metri del rollercoaster sono contrassegnati da forti scossoni che fanno sbattere le orecchie contro i maniglioni, infatti conviene tenersi forte. E’ comunque un coaster che chi non l’ha provato non riesce a capirne la bellezza.


HOTEL EMBRUJADO
Madhouse tematizzata secondo la storia ambientata in un hotel abbandonato. La struttura esterna è veramente suggestiva, ma è soprattutto l’interno che colpisce di più, con pochissima luce. L’ultima parte della queue line è ambientata nella reception dell’albergo. Troviamo qualche chiave rimasta, fogli sparsi, tante ragnatele e soprattutto degli inquietanti quadri che ci fissano man mano che passiamo. Viene spontaneo tentare di immaginarsi i personaggi che sedevano in quelle sedie davanti al caminetto, oppure cercare di pensare a quando nella hall c’era vita, con ospiti che entravano e uscivano. Al nostro turno, si transita in una piccola sala che rappresenterebbe un ascensore che ci porta ad un altro piano, quello del preshow. Siamo nella biblioteca dell’albergo e due statue prendono vita. Raccontano la storia d’amore della proprietaria, Isabelle, e di suo marito Eduardo. Dallo specchio al centro del salone compare il marito che dichiara di amare alla follia Isabelle, ma non potrà presentarsi alla cena che lei gli aveva offerto. Come un passaggio segreto, due porte nella libreria si aprono e conducono alla madhouse vera e propria. Il centro della gondola è decorata come una tavola imbandita e Isabelle è chinata a capotavola a piangere perché Eduardo non è venuto. Una volta che ci siamo accomodati, si spengono improvvisamente tutte le luci. Durante i due secondi di buio completo, Isabelle si alza. Solo allora possiamo notare che di lei rimane solo lo scheletro. La donna è stata ad aspettare il marito per tutto il resto della sua vita ed è morta per lui. Il tempo è trascorso, dei topi sono comparsi sulla tavola e stanno mangiando la bellissima torta che Isabelle aveva preparato per Eduardo. Lo scheletro della donna, svegliato dalla nostra presenza, si rende conto di essere stata da sola per troppo tempo e non può trattenere più la sua furia. Inizia a piovere a dirotto, soffia il vento: Isabelle è talmente arrabbiata che rovescerà l’intera sala da pranzo. E qui la madhouse inizia a muoversi, prima con una oscillazione contemporanea di gondola e cilindro, poi con movimenti asincroni che forniscono la bellissima sensazione di “cadere” sul soffitto. Isabelle durante il ciclo dell’attrazione continua ad infuriarsi e grida, urla contro il suo triste destino. Purtroppo la musica di sottofondo è bassa e non troppo bella, cosicché l’esperienza della Magic House di Gardaland risulta nettamente migliore, anche se la storia di Hotel Embrujado è più originale e coinvolgente. Ma alla fine del ciclo.. sopresa! Nello specchio all’altro capo del tavolo compare improvvisamente Eduardo: l’ira di Isabelle si placa e i due finalmente tornano insieme.


SUPERMAN: LA ATTRACION DE ACERO
E’ il rollercoaster più grande e imponente del Parco, situato nell’area dedicati ai supereroi. L’ingresso dell’attrazione non è molto chiaro: bisogna infatti entrare in un edificio dov’è ricreato un ufficio dattilografico, per poi uscire e affrontare la queue line. Terminata questa si salgono delle scale, alle cui pareti sono affissi manifesti riguardanti Superman, l’uomo d’acciaio. Si entra, poi, nella spaziosissima stazione, dove il treno ci attende. E’ possibile depositare gli oggetti in piccoli armadi, uno per vagone, dalla parte opposta delle stazione. Il rollercoaster è di tipologia floorless, senza pavimento. Infatti, una volta che gli ospiti si sono seduti ed è stato effettuato il controllo maniglioni, il pavimento scompare (con un notevole rumore di aria compressa) letteralmente dai nostri piedi, che rimangono penzoloni. Il treno parte, affronta un tornante verso sinistra che costeggia la queue line e inizia la salita, di 50 metri. Terminata questa, vi è la pre drop – effettivamente un po’ violenta se si viaggia in ultima fila – e poi la first drop, dritta. Si affronta subito un gigantesco loop, all’uscita del quale vi è il punto fotografico. Subito dopo, un immelman che conduce verso sinistra. Qui si risale, ma un trim brake rallenta il treno; la decelerazione può essere constatata maggiormente in ultima fila, dove si sente proprio la morsa del freno chiudersi sul treno. Arrivati in cima, ci aspetta uno spettacolare Zero G. Roll, dal quale si ridiscende per poi affrontare un grande Cobra Roll. Discesi da questo, un altro trim brake rallenta il treno e ci si dirige poi verso un Camelback che produce, soprattutto in ultima fila, un discreto airtime. E’ la volta, poi, del primo dei due Interlocking Corkscrew, dal quale si esce, si effettua un tornante verso destra e si affronta il secondo. Un paio di eliche decisamente molto inclinate concludono il percorso. E’ da segnalare che nell’ultima elica, in senso antiorario, se si è in un posto esterno sinistro, allungando le braccia si tocca per terra; questo per dire quanto la curva è “parabolicizzata”! Attraversando i freni, si passa a fianco dello storage, dove vi è solo un altro treno, per un totale, quindi, di due treni.
E’ senza dubbio un gran coaster, non si può negarlo. Tuttavia è un po’ deludente come il treno sia effettivamente molto lento in proporzione alla grandezza delle figure: ogni inversione, ogni curva (tranne forse quella che collega i due Corkscrew) è molto larga e non vi è quell’effetto di “cambio di direzione improvviso” che ci sballotta qua e là. La velocità massima raggiunta è 90 chilometri orari, che sicuramente non è poca, ma su Katun le sensazioni sono molto più intense. Non vi è una coda per la sola prima fila, ma il consiglio è quello di provarlo in ultima (beh… un giro in prima non può non mancare, per vedere le rotaie sotto i nostri piedi) perché l’accelerazione nella first drop è molto intensa (finalmente qualcosa di intenso!) e ci si solleva letteralmente dal sedile.


BATMAN: LA FUGA
Inverted coaster esaltante, stupendo, magnifico, straordinario. Malgrado la sua compattezza e un percorso breve, sa trasmettere sensazioni uniche, “dolcemente violento”, improvviso. Bellissimo già dalla queue line. Siamo, infatti, a Gotham City e stiamo per entrare in una scena del crimine, dove è intervenuta la polizia. Passiamo poi attraverso un carcere di massima sicurezza, entriamo dalla portineria, ci inoltriamo fino ad arrivare alle celle. Ma qualcuno è evidentemente evaso. Tutte le sbarre sono piegate, alcune lampadine sono state rotte, i muri sono imbrattati con scritte come “Batman will die”. La queue line è lunghissima (ma è piacevole attraversarla dato che non c’è nessuno) e si attraversano ambienti tematizzati molto bene. Finalmente si arriva in stazione. Si prende posto ai cancelletti (non c’è una coda speciale per la prima fila) e si sale poi sul treno. Si abbassa il pavimento e partiamo. La catena all’inizio gira molto lentamente, più o meno alla stessa velocità di quelli degli SLC Vekoma, ma dopo qualche metro raggiunge la sua velocità ottimale. Terminato il breve lift hill, ci aspetta una discesa in curva che effettivamente in sé non è molto emozionante. Se non si considera il fatto che arrivati in basso, si sfiorano alberelli e siepi che rendono la first drop veramente unica. Ecco poi un primo loop, piccolo, ma affrontato ad una relativamente alta velocità, all’uscita del quale sia arriva a quelli che sono i metri più belli di tutto il percorso. Si sale di poco, la velocità è ancora alta e si affronta un Inline Twist “violentemente”: praticamente una frullata su noi stessi… Spettacolare! Si ridiscende e si affronta un altro loop: poi un’elica, una curva sopraelevata a bassa velocità dalla quale si ridiscende per arrivare ad un primo corkscrew. All’uscita di questo si affronta, sempre ad alta velocità, un tornante molto stretto verso destra nel quale le gambe sfiorano i sostegni della discesa dall’Inline Twist. Qualche altra curva e si arriva al secondo corkscrew, alla cui uscita vi è un altro tornante che conduce ai brake finali. Contrariamente a Superman: la attraciòn de acero, questo coaster deve essere fatto in prima fila, in modo di arrivare alla massima velocità all’Inline Twist. Dopotutto, poi, le accelerazioni in questo coaster non sono molte. Vale la pena di trascorrerci almeno un’oretta. Grazie B&M!


LA VENGANZA DEL ENIGMA
Tre torri S&S enormi, alte 100 metri. Sono la prima cosa che si vede giungendo al Parco; in cima riportano il logo “WB Movie World”, che di notte è illuminato. Il ciclo previsto è quello delle “Combo Tower”, in Italia sconosciuto. Infatti il cart, dopo essere stato pesato, viene lanciato verso l’alto, come in Columbia a Mirabilandia, e poi molleggia un po’. Ma dopo poco il cart viene trascinato lentamente in cima alla torre e si aggancia a dei freni. Poi, precipita verso il basso, come Columbia sempre a Mirabilandia. In altre parola la Combo Tower è un misto di Space Shot e Turbo Drop. Siccome tutte e tre le torri funzionano con il medesimo ciclo, vi è un’unica queue line. Da segnalare, però, che in caso di scarsa gente, non tutte le torri sono in funzione. Comunquesia, durante una giornata vengono fatte funzionare tutte e tre le torri, anche se, magari, a turno. Occasionalmente può capitare che per un certo periodo della giornata una torre funzioni solo con il ciclo di Space Shot e non come Combo Tower o Turbo Drop. Prima del lacio non vi è nessun segnale acustico o luminoso e si parte a volontà dell’operatore. Purtroppo, malgrado la loro altezza lasci troppo ben pensare riguardo queste torri, l’accelerazione verso l’alto non è così intensa come è luogo comune credere. Infatti non vi è, come su Columbia, una spinta d’aria unica e decisa. Su La Venganza del Enigma, l’accelerazione è più graduale – ma comunque intensa – che quasi “accompagna” il cart verso l’alto. Discorso analogo per la discesa. Il momento più emozionante, infatti, è lo stacco dai freni perché poi il nostro corpo si “abitua alla discesa” e noi scendiamo insieme al cart. Di conseguenza il nostro sedere, tranne nel momento dello stacco, rimane incollato al sedile. Tuttavia l’attrazione fornisce un’esperienza di volo, di libertà, di leggerezza incredibile, per un tempo sicuramente molto più lungo rispetto a quello di Discovery di Mirabilandia. A proposito di Discovery: su la La Venganza del Enigma, i sedili sono disposti diversamente. Sull’attrazione di Mirabilandia, infatti, vi sono tre sedili per ogni lato del cart. A WBMW ci sono quattro sedili in due lati e due sedili negli altri due lati rimanenti, per un totale, comunque, di dodici persone. L’ingresso all’attrazione è situato nella parte posteriore del Parco, nella zona di Gotham City.


LEX LUTHOR
Top Spin prodotto da Huss con un ciclo non programmato. E’ l’operatore che muove bracci e gondola, ogni volta diversamente, anche se alcuni movimenti sono fissi. Tra questi il classico bloccaggio della gondola mentre i bracci si muovono verso il basso, fino a portare gli ospiti a testa in giù, momento nel quale la gondola viene sfrenata e si riporta in posizione normale. Dopo di questo movimento il ciclo finisce. L’intera giostra è tematizzata in stile techno e l’ingresso e queue line è all’interno di un edificio climatizzato con pareti in vetro.


RIO BRAVO
Impossibile definirlo. E’ un’attrazione di categoria acquatica, ma non si può dire né che sia un log flume, né che sia un watercoaster come Poseidon di Europa Park. Del primo, Rio Bravo ha la caratteristica di avere un percorso tematizzato e l’assenza di veri e propri binari. Del secondo spicca in primo piano la forma delle barche e la disposizione dei sedili, a coppie. Siamo nell’Old West Territory, nella parte destra del Parco, che comprende tutte le attrazioni acquatiche. Dopo una queue line all’esterno (e l’ultima parte all’interno) ben tematizzata, si arriva in stazione, dove le barche transitano lentamente senza, però, fermarsi. Si sale a bordo e si è invitati ad allacciare la perennemente fradicia cintura di sicurezza in feltro. Una volta lasciata la piattaforma di partenza, ci si inoltra tra canyon selvaggi e massi che ci stanno per cadere addosso fino ad arrivare ad una ghost town. Molto carino, all’entrata della città fantasma, è un insegna con il numero dei pochi abitanti rimasti: si sente poi uno sparo, un urlo di dolore e il cartello con il numero casca, mostrando, sotto, il numero di una unità inferiore. Si sale, poi, nella prima salita, in cima alla quale si entra dentro aal canyon. E qui ci attende la prima sorpresa. La barca viene caricata su una piattaforma girevole, l’inverter che ci permette di affrontare i metri successivi.. all’indietro! E che percorso! Infatti vi è subito una discesa, un dosso e poi lo splash in acqua, non troppo bagnato, ma emozionantissimo perché effettuato guardando dalla parte opposta. Si prosegue ancora qualche decina di metri all’indietro fino ad arrivare ad un altro inverter che ci riporta nella posizione corretta. Altra parte di percorso fortemente tematizzata e si arriva alla seconda salita, più alta, interamente dentro al canyon. Purtroppo l’interno non è tematizzato – le pareti sono in lamiera – e spesso si incontra un’operatrice che prende appunti sul numero di passeggeri nella barca che sta sopravvenendo. Ciò stona veramente molto. In ogni caso, si continua a salire. In cima troviamo una terza piattaforma che però, malgrado i nostri peggiori pensieri, ci ruota solo di 90 gradi verso sinistra. La barca spinge in avanti le ante di un grande portone e si affronta una discesa alta 20 metri. Ovviamente arrivati a terra non possiamo fare a meno di non bagnarci. Conviene infatti stare attenti ad eventuali oggetti preziosi che portiamo con noi, dato che non c’è un deposito in stazione. Il rettilineo della discesa termina con una curva verso sinistra che ci conduce in stazione. Emozionante e soprattutto.. molto bagnato!


WILD WILD WEST
Wooden coaster di ultima generazione. Costruito dalla Rollercoaster Corporation of America e progettato con il contributo di Werner Stengel, vanta un percorso di 1400 metri da affrontare in treni prodotti dalla Intamin. L’ingresso e la queue line sono ultra tematizzati, ovviamente in stile west. Si entra, infatti, nella banca della città e la coda d’attesa ricorda qui la fila che c’è da fare, appunto, in banca o alle poste. La queue line continua verso il caveau, ma poi ci si trova in un corridoio che continua in un’altra sala, che ricorda molto un saloon. Usciti da questa, si salgono delle scale che arrivano al livello della stazione. Si passa intorno ad un modello in scala reale dei vagoni in cui siederemo, ma il è simpatico vedere come uno dei sedili rappresentati sia una sorta di ejection seat. Si continua verso la stazione vera e propria, dove si prende posto, in coppia, sul treno. E’ carino come i dipendenti, dando il benvenuto agli ospiti urlino “Vuaaaaaaaild vuaaaaaaaaild west!”: a fine giornata sono proprio i guest che, “tormentati”, urlino il benvenuto agli operatori. Una volta partiti, si attraversa il binario di transfer, che, spostandosi, conduce ad uno storage al coperto. Si curva verso sinistra e si arriva al lift hill, rumoroso come in tutti i wooden coaster. La discesa è veramente bella. Non è dritta come quella di Sierra Tonante, bensì forma una grande elica di 590 gradi, che, verso la sua fine, risale conducendoci a dei metri sopraelevati in pianura. Si ridiscende immediatamente, ma si risale subito passando sopra il lift. Scendendo di nuovo, un tornante inclinato verso l’alto ci conduce ad una larghissima elica di 520 gradi. Si risale e si ridiscende per altre volte, si affronta una curva verso sinistra, dopo la quale vi sono altri camelback che conducono poi ai freni finali. E’ un wooden: gli scossoni, quindi, non mancano. Ma in certe discese i vagoni con le grandi ruote fanno si che sembra di essere in uno steel coaster invece che in un wooden, dato che non vi è una minima vibrazione. La velocità è notevole, i sedili hanno sia cintura di sicurezza che berra protettrice e la frenata finale è abbastanza brusca (anche se dipende dal peso del treno). E’ consigliabile provare il coaster sia in prima che in ultima fila. Fastidiosa, invece, è l’acqua che la mattina viene spruzzata in alcuni metri del percorso che però investe anche la faccia degli ospiti che lo stanno percorrendo. In ogni caso questo coaster è un esempio di quanto i wooden possano ancora oggi trasmettere emozioni forti.


CATARATAS SELVAJES
Piccolo Shoot the Chute incluso nell’area west. Il percorso è composta da una salita appena usciti dalla stazione che traina il barcone non con una catena come succeed in Niagara, ma tramite una pedana rotante, come nei log flume. Il lift è, per giunta, poco inclinato è veramente molto lento. Arrivati in cima si effettua un tornante verso sinistra che conduce alla discesa. Si solleva un’onda di discrete dimensioni che travolge l’immancabile ponte dell’uscita. L’onda è di forma diversa da quella di Niagara. A Mirabilandia, infatti, l’acqua viene sollevata a destra e a sinistra, lasciando una sorta di buco asciutto al centro. Cataratas Selvajes, invece, non lascia aree non bagnate. Il percorso è corto, e dopo il rettilineo che segue la discesa, un altro tornante verso sinistra riconduce alla stazione.


TOM Y JERRY
Family coaster della Zierier, situato nell’area Cartoon Village, popolata dai personaggi dei cartoni animati Warner e dedicata ai più piccoli. L’unico treno che gira lungo il percorso è molto lungo, infatti è consigliabile non stare in prima fila per evitare di arrivare alla first drop ed essere ancora pressocchè fermi. Il coaster è tematizzato con un grande cartone di succo d’arancia al centro del percorso, dentro al quale si passa due volte. E’ notevole la rumorosità del coaster.


LA FABRICA ACME
Finalmente un raft ride tematizzato diversamente dal solito percorso avventuroso tra rapide e cascate selvagge. Qui siamo nella coloratissima fabbrica della ACME, l’azienda che vende al Coyote tutti i dispositivi per catturare Beep beep. L’ingresso è un museo delle invenzioni più particolari, come lo skate a propulsione, la pioggia istantanea, lo zaino volante e tante altre. Ma Tazmania è evaso dall’impianto di produzione. E’ arrabbiatissimo: Taz rompe un tubo idraulico e la fabbrica si allaga. Il nostro scopo è quello di fermare Taz prima che provochi altri disastri e abbiamo a disposizione solo una sorta di scialuppa di salvataggio. Il risultato finale è un raft ride tematizzato secondo lo stile fumettoso Warner, diverso, però, da quello di Fantasy Kingdom a Gardaland. Da segnalare che ala fine del percorso sono disponibili, a pagamento, dei cannoni d’acqua per inzuppare gli ospiti del gommone che sta arrivando.

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