Scheda di Mirabilandia

Focus

(13 maggio 2004)

Mirabilandia
La citta' di Sian Ka'an

Mirabilandia si è ampliata nel 2000 introducendo, nell'ala destra del Parco, la città di Sian Ka’an, area a tematizzazione Maya che analizzeremo di seguito. Scopriremo così la sorprendente fedeltà delle riproduzioni presenti nel Parco e attraverseremo l’intero Messico in un viaggio alla scoperta dell’antica civiltà precolombiana.
Analizzeremo i monumenti nell'ordine di come è possibile trovarli a Sian Ka'an, partendo dal maestoso ingresso che riproduce l'arco di Labnà.

Arco di Labnà (Labnà)

Una fedelissima riproduzione dell’arco di Labnà ci introduce alla città di Sian Ka’an. L’arco, capolavoro dell’architettura Puuc, in realtà immetteva in un patìo privato, probabilmente riservato ai momenti religiosi della famiglia reale.

Palazzo del Governatore (Uxmal)

Era il centro amministrativo della città. Alto una decina di metri e lungo il doppio novantasei, è in perfetto stile Puuc, decorato con due doppie file di greche verticali (a Mirabilandia è presente solo una coppia).

Caracol (Chichén Itza)

L’osservatorio astronomico Maya. Il nome significa “lumaca” e ricorda la scala a chiocciola all’interno che conduceva alla cupola (assente a Mirabilandia) caratterizzata da strette fessure dalle quali i sacerdoti potevano seguire il cammino del Sole e della Luna addirittura senza strumenti.

Chac Mool

La statua raffigura un personaggio che regge sul ventre un contenitore dove dovevano essere posizionati i cuori umani, gli incensi, gli ori offerti agli Dei. La riproduzione a Mirabilandia è identica.

Casa delle Tartarughe (Uxmal)

Il Tempio delle Tartarughe di Sian Ka’an è ripreso dalla Casa delle Tartarughe di Uxmal e presenta numerose analogie. Prima fra tutti, la parte superiore, decorate con colonne al di sopra delle quali sono riportate realistiche tartarughe a tutto tondo. L’animale era associato alla pioggia e alla fertilità.

Quadrilatero delle monache (Uxmal)

Il complesso originario ricorda molto un gigantesco chiostro, ma archeologi hanno ipotizzato che si trattasse di un cortile adibito a esercitazioni militari. A Sian Ka’an è presente una riproduzione della cornice del palazzo orientale del complesso.

Tempio dei guerrieri (Chichen Itza)

Non c'è dubbio che il Tempio dei guerrieri sia un'imitazione ingrandita del 'Tempio della Stella del Mattino' di Tuia. Diverse file di pilastri quadrangolari conducono alla scalinata, alla fine della quale si trova un Chac-mool. A Mirabilandia il Tempio dei Guerrieri funge da queue line per Katun ed è coperta da un tetto di canne.

Tempio del Sole (Palenque)

Si crede che fosse un luogo dedicato ai sacrifici e alla guerra. A Mirabilandia è la stazione di Katun.

Pietra del Sole (Uxmal)

Si tratta di un disco di pietra dal diametro di 3 metri e mezzo che pesa più di 24 tonnellate e che raffigura il Calendario Maya. Al centro troviamo, appunto, il Dio del Sole. A Mirabilandia vi sono due rivisitazioni futuristiche che rappresentano stargate tramite i quali iniziare e finire il nostro viaggio su Katun.

Quetzalcòatl

Quetzalcòatl, Serpente Piumato dio del giorno, creatore del mais, delle cerimonie religiose e patrono dei sacerdoti, si contrapponeva al distruttivo e notturno Tezcatlipoca, patrono dei guerrieri. E’ rappresentato in diverse statue e bassorilievi.

Particolari architettonici


IL CALENDARIO MAYA

E’ interessante analizzare come i Maya utilizzassero ben tre calendari diversi, a seconda delle esigenze. Ve ne era uno religioso, lo Tzolk’in, uno civile, l’Haab, e uno per il conto lungo.

Tzolk'in
Dal funzionamento complesso ma dallo scopo semplice, serviva per dare un nome diverso ad ogni giorno, creato combinando un numero (da 1 a 13) con un nome tratto da una lista di 20, a sua volta collegato al relativo numero nel calendario a conto lungo. Si otteneva, così, un ciclo di 260 giorni (13 X 20), ognuno con un nome diverso. I sacerdoti si servivano dello Tzolk’in per stabilire cerimonie relgiose e decretare se il giorno poteva essere fortunato o meno.


Haab
Formato da 18 mesi da 20 giorni ciascuno, più 5 Uayeb – giorni particolarmente sfortunati – per un totale, quindi di 365 giorni. I giorni del mese erano numerati da 0 a 19. Unendo i due sistemi, si ottiene che il minimo comune multiplo tra 260 e 365 è 18980. Ed è per questo che ogni 52 anni (18980 giorni) si temeva la fine del mondo.


Conto Lungo
Per la misurazione di tempi più lunghi, i Maya avevano ideato un terzo tipo di calendario, formato dai seguenti elementi:
· Kin (1 giorno)
· Uinal (20 Kin, 20 giorni)
· Tun (18 Uinal, 360 giorni)
· Katun (20 Tun, 7200 giorni)
· Baktun (20 Katun, 144000 giorni)
Una tipica data poteva essere quindi
6.8.13.11.17,
ovvero 6 Baktun, 8 Katun, 13 Tun, 11 Uinal e 18 Kin. Questa data indicava il 926517° giorno, infatti (6 * 144 000) + (8 * 7 200) + (13 * 360) + (11 * 20) + 17 = 926 517. Della durata complessiva di 13 Baktun, il ciclo dura quindi 1872000 giorni (144000 * 13), ovvero circa 5129 anni. Non vi è assoluta certezza, ma è probabile che la data d’inizio del ciclo coincidesse con l’11 agosto 3114 a.C. del calendario gregoriano. Se così fosse, il ciclo terminerebbe il 21 dicembre 2012, solstizio d’inverno.

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